L’infanzia era passata nei giorni aperti a fiore,
il
tempo dilatato negli occhi e dentro il cuore,
sul
viso la carezza del sole e il suo calore:
certezza d’essere nato per gioco e per amore:
Il
volto di suo padre
Il
volto di sua madre
lo sguardo e lo stupore
lo sguardo e lo stupore.
Giovinezza, una ventata di sogni e di chiarore,
la
voglia di cambiare il mondo ed il suo cuore,
la
rabbia e l’impotenza che montano in furore
finché
nella speranza trova l’anima il colore:
Il
volto degli amici
Il
volto dell’amata
lo sguardo e lo stupore
lo sguardo e lo stupore.
E
intanto che viveva tentato dal grigiore,
il
tempo gl’insegnava la forza del dolore.
E
intanto che viveva col peso dell’errore,
la
fatica gl’insegnava a cedere il suo cuore:
il
volto della gente
il
volto dei suoi figli:
lo sguardo e lo stupore
lo sguardo e lo stupore.
Mentre
mordeva i giorni cercandone il sapore,
la vita
era passata come si sfoglia un fiore,
certezza d’essere nato per grazia e per valore
nel
cuore del Mistero, nel volto dell’Amore:
Quel
Volto era suo padre,
Quel
Volto era sua madre
lo sguardo e lo stupore
lo sguardo lo stupore.